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Pasta alla Paolina

Intraprendiamo un goloso viaggio alla scoperta della pasta alla Paolina, una ricetta tradizionale siciliana preparata in due diverse varianti.

‘A Pasta Palìna, poi italianizzata come pasta alla paolina, è un primo piatto gustoso tipico della cucina palermitana. Risalire alla ricetta originale è stato davvero difficile e non siamo nemmeno sicuri di esserci riusciti. Ciò che si sa di questo prodotto tipico è che nacque in un monastero ma quali fossero gli ingredienti utilizzati in principio non è chiaro. Certo non mancano aglio, cipolla e pomodoro ma per quanto riguarda sarde, cavolfiori, acciughe e finocchietto la questione si complica e vediamo il motivo.

Ingredienti

Per la pasta alla paolina

  • Bucatini – 320 g
  • Polpa di pomodoro (o passata) – 400 g
  • Acciughe sott’olio – 4
  • Aglio – 1 spicchio
  • Cipolla – 1
  • Cannella – 1 cucchiaino
  • Chiodi di garofano – 3
  • Basilico fresco – 1 mazzetto
  • Olio extravergine di oliva – 2 cucchiai
  • Sale fino – q.b.

Per servire

  • Pangrattato – 100 g
  • Olio extravergine di oliva – 1 cucchiaio

Preparazione

Pasta alla paolina

1

Per prima cosa scaldate in un tegame un filo di olio con lo spicchio di aglio (intero o tritato in base al vostro gusto) e la cipolla tritata finemente.

2

Unite poi le acciughe (per una versione veg potete ometterle) e fatele sciogliere a fiamma dolce prima di unire la polpa di pomodoro. Profumate con i chiodi di garofano tritati e la cannella in polvere, regolate di sale e lasciate cuocere per 15 minuti.

3

Profumate con il basilico tritato fresco.

4

Mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione.

5

Nel frattempo, in una padella, scaldate un filo di olio e tostate il pane grattugiato.

6

Una volta pronta la pasta scolatela e saltatela nel sugo ben caldo. Distribuite nei piatti e completate con una spolverata di pane tostato.

Vi lasciamo anche il video dell’autentica ricetta realizzata dal un monaco del santuario di San Francesco di Paola.

Pasta alla Paolina con il cavolfiore

Questa è con tutta probabilità la variante più accreditata e simile all’originale. Prepararla è ugualmente semplice e, come indicato nella ricetta principale, sarà sufficiente omettere le acciughe per ottenere un primo piatto vegano.

Per preparare la pasta con il cavolfiore (uno di medie dimensioni), lavatelo bene sotto acqua corrente, riducetelo in cimette e sbollentatele in acqua salata per 10 minuti (utilizzerete poi la stessa acqua per la cottura della pasta). Recuperate le verdure con una schiumarola e tritatele grossolanamente al coltello poi trasferitele in padella insieme all’olio e all’acciuga ormai sciolta. Proseguite come da ricetta aggiungendo la polpa di pomodoro e il gioco è fatto.

Vi consigliamo comunque di provare anche la sfiziosa pasta con le sarde, un altro classico della cucina siciliana.

Conservazione

La pasta alla Paolina si conserva in frigorifero per un paio di giorni. Potete riscaldarla sia in padella che al microonde prima di consumarla.

Origine e storia

La pasta alla Paolina venne preparata per la prima volta da un frate cucinare del convento di San Francesco di Paola a Palermo. Il monastero seguiva la regola dei Paolini e, come “frati minimi” avevano l’assoluto divieto di consumare carne, pesce e surrogati. Non era facile quindi portare in tavola ogni giorno un piatto nuovo che in qualche modo fosse soddisfacente per il palato e così si ingegnarono per sfruttare gli ingredienti disponibili nell’orto.

Nella sua versione base questo piatto dei monasteri prevedeva un sugo di pomodoro insaporito con aglio e cipolla e arricchito con diverse spezie tra cui cannella e chiodi di garofano. Seguendo la “regola” del monastero quindi tutte le versioni con le sarde dovrebbero essere bandite mentre restano più accreditate quelle con l’aggiunta del cavolfiore. Insomma, quando si parla di questa ricetta è davvero difficile arrivare a una conclusione certa.

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