Ricette
Panadì de Sant’Antone, le frittelle di Sant’Antonio
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Tipiche della cucina bresciana, le frittelle di Sant’Antonio, o panadì de Sant’Antone, si preparano in occasione della festa del santo.
Oggi andiamo alla scoperta di un piatto tipico della tradizione bresciana, i panadì de Sant’Antone, ossia i panini di Sant’Antonio che, a scapito del nome, più che panini sono frittelle. L’impasto, a differenza di altre preparazioni simili, è piuttosto sodo e ricorda quello della pasta fresca.
Nel bresciano, ma anche in altre zone della Lombardia e in alcune della Sardegna, le frittelle di Sant’Antonio vengono preparate in occasione della festa del santo, il 17 gennaio. La tradizione poi vuole che nella notte tra il 16 e il 17 si allestisca un grande falò propiziatorio. Se siete curiosi di scoprire tutti i dettagli di questa usanza vi invitiamo a leggere la storia della ricetta poco sotto. Ora è tempo di mettersi ai fornelli.
Ingredienti
Per le frittelle
- Farina 00 – 300 g
- Zucchero semolato – 100 g
- Uova – 2
- Lievito per dolci – 1/2 bustina
- Grappa (o rum) – 50 ml
Per friggere
- Olio di semi – q.b.
Per decorare
- Zucchero a velo – q.b.
Preparazione
Panadì de Sant'Antone – Frittelle di Sant'Antonio
Riunite in una ciotola la farina, lo zucchero e il lievito e date una mescolata veloce.
Formate un incavo al centro e rompete le uova. Iniziate a mescolare e, non appena l’impasto prende consistenza, unite anche la grappa (o il rum). Il quantitativo di liquore potrebbe variare in base alla dimensione delle uova. L’importante è ottenere un impasto sodo, tipo pasta all’uovo, e non appiccicoso.
Staccate delle porzioni di impasto e lavoratele con le mani fino a ottenere dei filoncini larghi circa come un pollice. Tagliateli poi a tocchetti di 1,5 cm circa e lavorateli con le mani in modo da ottenere delle palline.
Scaldate l’olio di semi fino a 160°C e friggete le frittelle poche per volta fino a che non saranno belle dorate. Scolatele con una schiumarola, passatele su carta assorbente e servitele decorando con una spolverata di zucchero a velo.
Queste frittelle vengono anche preparate in occasione del Carnevale, proprio come quelle veneziane con l’uvetta e le deliziose frittelle farcite con la crema.
Conservazione
Sebbene sarebbe meglio gustare le frittelle di Sant’Antonio appena fatte, potete conservarle in un sacchetto di carta per 1-2 giorni. Tenete presente però che perderanno la loro parte soffice.
Origine e storia
Abbiamo già parlato di come questo piatto sia legato alla festività del Santo che, nella tradizione bresciana, riveste un ruolo particolare. La preparazione dei panini e la realizzazione di un grande falò di paglia e legno, la cui altezza doveva raggiungere almeno i 6 metri, fanno parte dei riti propiziatori delle campagne.
Nella notte tra il 16 e il 17 febbraio, subito dopo aver preparato e gustato le frittelle, la gente si riuniva attorno al fuoco, pregando in un anno dal raccolto abbondante. Le donne bruciavano i rami di ulivo consacrati dall’anno precedente, mentre gli uomini spargevano le ceneri rimaste per allontanare i temporali.
Al Santo poi è anche associato un proverbio: Sant’Antone dè zenér Sant’Antone Fritolér – S. Antonio di gennaio, S.Antonio frittellaio. Oggi, queste frittelle vengono realizzate anche per celebrare l’inizio del Carnevale.
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