Ricette
Frati fritti
Sardi o toscani? Poco importa, i frati fritti sono un dolce di Carnevale simile alla ciambelle davvero delizioso. Ecco la ricetta.
Vicine ma separate dal mare sono le due regioni che si contendono la paternità dei frati fritti, un dolce tipico di carnevale ma facile da trovare anche in altri periodi dell’anno. Le regioni si cui parliamo sono Toscana e Sardegna ma, se vi può consolare, trovare la ricetta originale è come trovare un ago in un pagliaio.
Ogni famiglia e bottega ha la sua ricetta di queste ciambelle fritte, note il sardo come parafrittus, ma sono tutte deliziose. Sia che preferiate chiamarle ciambelle fritte sarde sia che preferiate considerarle toscane, sono perfette per la merenda di grandi e piccini, non solo a Carnevale.
Ingredienti
Per il lievitino
- Latte intero – 100 ml
- Farina 00 – 90 g
- Lievito di birra fresco – 25 g
Per l’impasto
- Farina 00 – 410 g
- Latte intero – 150 ml
- Uova – 1
- Zucchero semolato – 50 g
- Burro – 50 g
- Arancia Bio – 1
- Limone Bio – 1
- Sale fino – 1 cucchiaino
Per friggere
- Olio di semi – q.b.
Per completare
- Zucchero semolato – q.b.
Preparazione
Come preparare la ricetta dei frati fritti
Per prima cosa preparate il lievitino riunendo in una ciotola farina, latte e lievito. Impastate fino a ottenere un composto appiccicoso quindi copritelo con pellicola e mettete a lievitare nel forno spento con la luce accesa fino al raddoppio.
Trasferitelo poi in una ciotola più grande e incorporate farina e latte restanti, lo zucchero, le scorze dei due agrumi grattugiate, l’uovo e il sale e impastate prima con un cucchiaio poi a mano.
Quando il panetto comincerà a compattarsi, aggiungete un pezzetto di burro a temperatura ambiente alla volta, impastando fino a che non si sarà assorbito.
Date all’impasto la forma di un panetto e mettetelo a lievitare nel forno spento con la luce accesa fino al raddoppio. Ci vorranno circa 3 ore.
Stendete poi l’impasto su una spianatoia infarinata fino a raggiungere 1 cm/1,5 cm di spessore. Con l’aiuto di un coppapasta di 8 cm di diametro, ricavate quanti più dischi possibile, poi con uno più piccolo (massimo 2 cm) praticate il foro centrale.
Rimetteteli a lievitare, ben distanziati, su una teglia rivestita di carta forno. Ci vorrà circa 1 ora.
Tagliate poi con l’aiuto di una forbice la carta forno di modo che ciascuna frittella abbia il suo quadrato. Scaldate l’olio di semi in una pentola di ferro e una volta raggiunti i 170°C iniziate a friggere i frati fino a che non risulteranno gonfi e dorati.
Scolateli e, dopo averli passati velocemente su carta assorbente, rotolateli nello zucchero. Serviteli ben caldi.
Ed ecco una videoricetta realizzata da una tipica famiglia sarda, gli ingredienti sono molto simili ai nostri, tuttavia non preparano il lievitino e la lievitazione è molto più breve. Noi consigliamo di seguire i nostri passaggi, ma anche in questo caso il risultato è garantito:
A proposito di dolci fritti: non lasciatevi sfuggire i nostri bomboloni, ottimi anche al forno!
Conservazione
I frati fritti sono buoni appena fatti ma si possono conservare in un sacchetto di carta per un paio di giorni.
Origine e storia
Come accennato nell’introduzione, la ricetta sembra avere origine toscana ed essere approdata solo in un secondo tempo in Sardegna. Qui è nota con il termine dialettale parafrittus anche se spesso si tende a storpiare il nome chiamandole fatti fritti.
Ma cosa c’entrano i frati in tutto questo? Il foro centrale dovrebbe essere la chierica dei frati, mentre l’anello dorato che si forma in frittura richiamerebbe il cordone del saio. Il Carnevale poi sappiamo essere il periodo antecedente il digiuno quaresimale quindi l’idea di “mangiare un frate” ha un che di goliardico.