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Cosa preparare e come scegliere il cibo da portare in viaggio con bambini

Per scelte alimentari sane e corrette anche fuori casa

Le vacanze si avvicinano e come ogni anno torna, puntuale, l’interrogativo: cosa mangeranno i bambini? Interrogativo che si fa più ansiogeno se i nostri figli sono troppo schizzinosi o troppo magri, o se la meta delle nostre vacanze quest’anno è particolarmente esotica e quindi lo sarà anche al momento di mettersi a tavola.

Naturalmente la risposta a questa annosa domanda cambierà in base a diverse variabili, la principale delle quali è, naturalmente, l’età del nostro bambino; poi c’è la contingenza del luogo che ci ospiterà (ad esempio se avremo o meno la possibilità di preparare pasti in casa), eventuali abitudini alimentari dure da scardinare, intolleranze, allergie o quant’altro.

Se per tutti questi casi particolari rimandiamo a una consulenza specifica di medici o nutrizionisti, agli altri ci sentiamo di dare consigli che non hanno altra competenza precisa se non quella dell’esperienza non di una singola, ma di più mamme che hanno dovuto affrontare certe situazioni prima di noi, negli anni.

Neonati

Oms, Istituto superiore di sanità e pediatri di famiglia concordano tutti col dire che fino a 6 mesi l’alimentazione del bambino deve essere di esclusivo latte materno – quando e dove possibile – eventualmente integrato dalla formula. Nel primo fortunato caso non avrete bisogno di nulla (tranne di un buon reggiseno per l’allattamento); nel secondo soltanto di acqua pulita, meglio se in bottiglia come garanzia di igiene e pulizia, da far bollire al momento opportuno. Esiste anche il latte artificiale già liquido, ma lo sconsigliamo per l’alta deperibilità e i costi elevati. Che l’allattamento sia al seno o artificiale, infine, il neonato non avrà bisogno di integrare con altri liquidi – neppure l’acqua – neanche in climi eccessivamente caldi.

Svezzamento

Preparare le prime pappe nella delicata fase dello svezzamento e in quella subito successiva (6-12 mesi) specie se vostro figlio non ha ancora molti denti e richiede quindi una consistenza più fluida per cui avremo necessità dell’omogeneizzatore, può essere più complicato. Vero è che molte strutture, ormai, sono organizzate anche per i bambini più piccoli, pure nel caso in cui non avrete scelto la formula residence. Anche i produttori di alimenti per bambini, comunque, possono venirci in aiuto: con molta facilità, infatti, troverete in commercio pappe pronte che hanno solo bisogno di essere scaldate, complete di verdure, fonte proteica (in genere formaggio o carne) e carboidrati (pasta di formato variabile in base all’età e quindi anche della dentizione del bambino). Pratiche e veloci anche le bustine di brodo vegetale e passato di verdura ricco, che sono solubili in acqua, i liofilizzati e i vasetti di omogeneizzati disponibili anche per il pesce e la verdura. Se avete introdotto il pomodoro, poi, un’ottima alternativa possono essere i sughi pronti per condire una pasta cotta al volo (tutti i ristoranti in genere hanno a disposizione la pastina per la minestra). Certo, se riuscite a preparare un brodo vegetale o di carne fresca, con alimenti sicuri e genuini, il gusto e la salute ci guadagnano, ma sappiamo bene che non sempre è possibile.

Bambini oltre 12-18 mesi

In questa fase della crescita, in genere, i bambini mangiano più o meno tutto e sono capaci di masticare diverse consistenze senza particolari problemi. È il momento in cui sminuzzare una fetta di prosciutto o una frittatina può svoltare un pasto veloce e salutare, ma anche il momento in cui al ristorante si possono chiedere tranquillamente una pasta al pomodoro o un filetto di pesce cotto al vapore con verdure di stagione da condire. Se, però, siete terrorizzati che il vostro pargolo non mangi a sufficienza, vi suggeriamo di riservare un posticino in valigia per le sue leccornie preferite, sottolineando, quando gliele proponete, che si tratta di un trattamento speciale per le vacanze. Tra i cibi in genere apprezzati e non deperibili ci sono plum cake, grissini o cracker di vario tipo, gallette di riso (a chi piacciono) o biscotti non troppo morbidi che altrimenti rischierebbero di arrivare a destinazione sbriciolati.

Pre-adolescenti

Giunti a quest’età i problemi legati all’alimentazione dovrebbero essere scomparsi oppure, se permangono, sono da attribuire a cattive abitudini prese in famiglia o a disagi psicologici di varia natura ed entità. Nell’età dello sviluppo (11-15 anni) i ragazzi possono mangiare praticamente tutto, compresi peperoncino e caffè (ovviamente senza abusare). Particolare attenzione, però, va data al rischio di anemia, soprattutto per le giovani alle prese con le prime mestruazioni: cerchiamo, dunque, di non far mai mancare sulla tavola carne e legumi. E non ci resta che dire… buone vacanze!

Foto | aglet



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